Regole per imparare a sonare il cimbalo o organo

trattato musicale di autore italiano
PURL: https://itmi.it/work/2158
Nel testo non sono state individuate citazioni da registrare.
Tipologia: manoscritto; 1714
Localizzazione presa in esame: Bologna, Museo internazionale e Biblioteca della musica (I-Bc) P.135.1/12
Note:

Trattato ms. di 16 cc (cc. 63r-92r) in testo miscellaneo di 30 cc.

c. 63r: in alto a sin. l'annotazione «N.488 Cod.123». La stesura sembra dovuta a due mani diverse, una per il testo scritto e una per gli esempi musicali con relative didascalie, a caratteri più larghi e disordinati. Trattazione continua, senza capitoli, con esempi
musicali.

L'Anonimo Autore dichiara di aver studiato e iniziato i primi anni di insegnamento a Roma (c. 64v). A c. 83v la data 1714

cc. 63r-64v: prime nozioni di solfeggio, consonanze, dissonanze, tono, semitono

cc. 64v-65r: etica dell'insegnamento, nella quale si critica la facilità con cui si da' ai maestri la colpa dell'insufficienza degli allievi, ma si consigliano anche i maestri a non esitare a chiedere ai virtuosi più esperti ciò che non conoscono bene.
«perché si trovano li Curiosi alle volte, quali sapendo, che Tizio impara a' sonare il curioso dunque essendo professore vuole sentir tizio a' sonare, e gli'interrogarà sopra a' qualche punto, se lo scolaro non lo sa' subito dice il mio Maestro non mi ha imparato questo, e subito si da la causa al Maestro, così stia bene vigilante et accurato nell'insegnar ciò che deve, acciò da niuno curioso possa essere mai tacciato, e poi ogni Maestro è obbligato ad insegnare con tutto il timor di Dio, altrimenti va male per il Maestro, e per lo Scolaro. Lo Scolaro ancora deve essere diligente a quanto gli si dice, e curioso, e bisognando importuno con chieder sempre le ragioni di quello il Maestro dice, e di più bisognando e fare ancora, come faceva un Scolaro a me al quale insegnavo di comporre nell'età, che havendo di 20 anni in Roma, quale ogni giorno m'interrogava di questo, che ancora non faceva il caso per il medesimo. Fra l'altre un giorno mi chiese informazione di qualche cosa, quale infatti io non sapevo ne potevo saperla per allora, mi andai schernendo con dirli, che in quel giorno stavo poco bene, e non potevo darli sodisfatione di quanto desiderava, che un altro giorno l'havrei soddisfatto. Io subito andai a trovare un Virtuoso, e gl'adimandai quanto mi occorreva, quale puntualmente mi fornì, e l'altro giorno ne feci consapevole il Scolaro. Per tanto se vi trovate qualche Maestro non sapere qualche difficoltà, non si vergogni ad andare a chiederlo ad un altro, che possa saperla, perché non è vergogna il non sapere, ma il non voler sapere».

cc. 66r-73v: intervalli semplici e composti e loro composizione in toni e semitoni. Intervalli naturali maggiori e naturali minori. Primo esercizio sulla scala, ascendente e discendente. Regole per armonizzare la scala. Divieto di quinte e ottave consecutive. Armonizzazione delle note di salto, quarte, quinte, seconde, seste, settime, none.

c. 73v: uso delle settime: «Dicemmo altra volta, che la settima è di due sorti, minore, o naturale, e maggiore, di quanto si è detto e della naturale, ovvero minore. In ordine alla maggiore poco vi trovo da dire non avendo le sue risoluzioni a proposito, ma solo dico, che questa dassi nelli recitativi di Cantate , o Commedie, e questo solo per fare sentire qualche crudezza, o languidezza per esprimere la forza delle parole, e così trovandosi deve osservarsi come canterà la parte, e con questa regolarsi».

c. 74v: polemica sull'uso dell'accordo di settima senza preparazione attraverso l'ottava «Il soprascritto esempio è tutto cattivo in ordine alla settima, della quale si discorre, e che certi sonatori così la trattato, quali io per me li compatisco, perché li medesimi avranno avuti maestri poco pratici, e meno teorici, e veramente sono degni d'ogni compassione, perché che pratica col zoppo non può altro imparare, che di zoppicare».

c. 76v: consigli sul modo di suonare: «Principiando dunque lo scolaro a sonare, sia bene avvertito dal Precettore di stare in
positura modesta, con le mani aggiustate, che non rassembrino essere stroppie e proibirli ogni gesto che potesse fare con gli
occhi, con la bocca, o con la vita e perché appare bruttezza a chi vede, e di questi non ne mancano, quali se sonano bene,
bisogna sentirli, ma non vederli, e questo procede dal non essere stati avertiti dal di loro instruitore».

Si sconsiglia anche di muovere troppo le mani: «Sia parimente avvertito il Maestro di far camminare le mani al contrario più che si può come altrove si è detto, e proibirli li salti delle mani con farli conoscere, che tutto quello possa cercare, o richiedere,
la nota conseguente sempre l'haverà sotto le mani, o' vicino, e così non essere necessario far salti di mano, perché ho veduto
sonar uomini grandi, et in infinito senza mai movere dalla loro positura le mani».

cc. 77r-v: come fare il trillo nel Basso, con la mano sinistra, per discendere e per ascendere.

cc. 78r-79v: come trillare con la mano destra.

cc. 79v-80r: consigli sull'accompagnamento: «Essendosi dal Maestro istruito il Discepolo di quanto si è dimostrato, occorrerà insegnarli qualche Galanteria, che possa sapere detto Maestro, ovvero insegnarli qualche contrappunto, acciò possa 
sonare armoniosamente».

cc. 80r-81r: sulle modulazioni.

cc. 81r-83v: precetti ed esempi di concatenamento di accordi consonanti e dissonanti con le risoluzioni, coperte e scoperte
[a c. 83r mancano due es. musicali, della quarta scoperta e della seconda scoperta].

c. 84v: invito a scegliersi un buon maestro e raccomandazione allo scolaro di seguirne in tutto e per tutto l'insegnamento: «Che ciò facendo lo Scolaro farà ogni profitto che desidera, et il Maestro sarà degno d'ogni lode appresso Dio, e appresso li uomini. Con che ambi saranno felici».

Al centro della c. la data «1714».

cc. 84r-88r: esempi di chiavi di soprano e contralto «con le sue mutazioni» (chiavi diverse per il trasporto), nonché tenore e basso. Precisazione sull'uso e la denominazione per le chiavi di do in prima e seconda riga, soprano, preferita dai francesi, mezzosoprano, preferita dagli italiani.

cc. 88r-92r: esempi di scale in tutte le chiavi per 1, 2 e 3 bemolli e 1, 2 e 3 Diesis. Conclusione nella quale si raccomanda
ancora una volta l'assiduità nella pratica e la guida di un buon maestro. Al termine la frase «Finis coronat opus».

Altra copia in I Bc P.132