Note: Trattato ms. di 6 cc. non numerate tranne c. 1 che reca il n. 411 in alto a destra e a sinistra, l'annotazione «n. 2». Al centro della c. cartiglio incollato con titolo completo «Decisione d'una difficultà vertente intorno alla musica corale nel fine sta' notizia Franciscus de Pulzonis S. Petronius de Bononia mansionario".
Il trattato è in forma di dialogo tra l'autore, che parla in prima persona, e quattro interlocutori non menzionati per nome
ma «prima opinione», «seconda opinione»...
La discussione si finge ambientata nei dintorni di Bologna: «Hebbi occasione alli giorni passati di ritrovarmi in compagnia di alcuni signori, i quali per goder un poco di fresco si trasportarono fuori della città di Bologna, e circondarono le mura; e mentre colà tutti uniti erano, uno di quelli cavatosi di saccozza una cartuzza sopra di cui vi era manoscritto in canto fermo l'introito di San Giovanni Battista». Questo Introito per la Messa del Santo, solo citato e senza esempio musicale, viene più volte menzionato nel corso del trattato.
La «difficultà» di cui si parla nel titolo è quella di riconoscere il tono di un brano del repertorio gregoriano. La prima opinione afferma si tratti di primo tono, la seconda e la terza che sia primo, ma imperfetto nella parte acuta. La quarta opinione lo considera tono misto, che partecipa della natura dell'autentico e del plagale, o altrimenti del primo tono. Seguono le risposte alle quattro opinioni. La conclusione dell'autore, dopo varie argomentazioni, è che il brano sia del secondo tono.
- c.[1]v: si cita genericamente il Salve Regina, in particolare alle parole «Et Jesu», come esempio di primo tono imperfetto nella parte acuta (non sale alla diapason), che si comporta come il suo plagale.
- cc.[5]v-[6]r: vengono genericamente citate le forme dell'Offertorio e dell'Alleluja
- cc. 6r-v: l'introito preso in esame è del secondo tono anche se il suo salmo sembra essere del primo: «l'intonatione mediatione e terminatione del salmo di detto introito sia stata fatta accidentalmente del primo tuono, e non naturalmente né artificiosamente tale come alcuni hanno scritto». Per suffragare tale conclusione l'autore osserva che invece del salmo «Bonus est confiteri Domino», si trova nei libri più antichi il salmo «Audite insulae» (per l'ottava della festa di S.Giovanni Battista), una modifica fatta a caso e non naturale all'introito del salmo «Bonus» che recita «Iustus ut palma» del Comune dei confessori. Quindi, «his verbis suppositis, concludo col dire esser del 2° tuono perfettissimo naturale semplice senza veruna mistione. Et haec dicta pro mea opinione sufficiant».
- c.[6]v: firma dell'autore del trattato con qualifica «Franciscus de Pulzonis Perinsignis Collegiatae Eccles. S. Petronij de Bononia Mansionarius, nec non Cantus plani Professor».
Indicazione cronologica desunta dalle note in Gaspari, p. 92.