Note: Trattato manoscritto autografo, 6 cc. non numerate
c.[1r]: nominati «Iubal figlio di Lamech» come possibile inventore del canto e Gregorio Magno come colui che accoglie gli insegnamenti dei greci e li adatta al nuovo tipo di canto ecclesiastico. Esempio della mano di Guido («Parti o Ordine della mano») in cui si mostrano le tre sezioni di tessitura (grave, acuta, sopracuta) delle venti note di riferimento
c.. [1v]: Tavola della mano guidoniana articolata in spazi e righe
c. [2r]: Schema della concatenazione dei sette esacordi guidoniani articolati sulle «venti corde»
c. [3r]: Esempio musicale di mutazione
c. [6r]: «Le intonazioni poscia, e finali diuersi che puole hauere ogni tuono si vedrà altroue; e questo sin qui detto serua per una brieve, ma basteuole notizia per chi desidera d'imparare il Canto Fermo per seruiggio di Dio; e queste poche ciarle scritte in testimonio del mio immutabile ossequio, che per sempre serbarà per il Rev.mo Sig. Arciprete D. Gian Antonio Tima di Bologna il suo Umiliss.mo ed Os.mo Servitore il miserabile frate Gian Domenico Casignoli di Bologna min. Osserv., che fu suo Predicatore l'Auuento del l'anno 1713 di degna memoria. Amen.».