Note: Ai Benigni Lettori, Et honorati Organisti. Ecco il libro, ouero regola tante volte promessoui, il quale io non hauerei hauuto ardire di lasciar vscire in luce, se non fossero statte le persua-sioni di molti di voi miei amici, hauendo rispetto à tanti authori Illustri, et Eccellentissimi come gli Signori Hieronimo d' Vrbino già mio honorato Maestro, Annibale Padouano, Claudio da Coreggio, Luzasco Luzaschi, Andrea Gabrielli, et Giovanni suo nepote, Francesco Stiuorio, Gioseppe Ascanij, Ottauio Bariola, Germano Palauicino, et tant' altri; et vedendo hora certi modernetti Organisti approbati solo dalla propria loro istimatione, coll' esser lodati da qualche nobile personaggio, se ben poi non hauessero più che tanto cognizione od intelligenza dell' arte, che non si degnano di questi, anzi li sprezzano, stimando più presto loro le sue fantasie fatte all' improuiso, che quelle di valent' huomini fatte pensatamente, et con grande studio. Questi miei ricercari fatti in questo stile, più tosto posso dire triuiale, per compiacere alli amici che hanno potuto comandarmi, non li ho fatti per concorrere con altri, ne perche mi sia immaginato di far cose noue, quali non fossero mai state fatte, così dico di qualunque altra compositione da me fatta, anzi da ogn' altro fatta voglia che armonia, ò sorte di cantilena ella si sia, perche sarebbe vanità il credere alteramente, sapendo che non è cosa nuoua la Musica, ne lo suonar d' Organo, ne le cantilene di mille foggie, ma è antichissima, come mi obligarei à trouargli quanto sapessero trouare, ouero immaginarsi cosa nuoua, per stravagante ch'ella si sia. La regola, et auuertimenti che dò à mio flgliuolo stimo bene (con sopportatione di tutti) essere necessaria, poi che qual'è quel valent' huomo che possa hauer pratica, ò cognitione di tanti Organi differenti di ordini, de' registri ? però questi auertimenti nostri doueranno essere cari ad ogn' vno, per che per questo non toglio l' honore ad alcuno. Lodo l' opera del Reuerendo P. Diruta nomato il Transiluano, che insegna à portar bene la mano nel suonare; et lodo parimente l' Organo sonarino del Signore Adriano Banchieri ch' insegna à respondere ben al Choro, cose necessarissime à chi desidera far bene il mestiero, et in somma quelle opere che ponno portar vtile et commodo à chi si diletta di quest'arte. Però accettate, et pigliate da me il buon animo che ho di giouarui in quel che posso, non come Maestro, ma come buon amico, et seruitore, facendoui sapere come non faccio professione in questa mia operetta, ò dialogo di dar regole di contraponto, ma alcuni particolari auertimenti, et regole circa il maneggiare d' Organi; perche di quelli precetti à pieno, come si sà, n' hanno trattato il Franchino, Gio. Maria Laffranco, Pietro Pontio, il Zarlino, l' Artusio, et molti altri authori antichi et moderni. »
Segue: « Indice delli Organi fabricati in casa nostra dal tempo ch' io Costanzo Antegnati ne ho hauto maneggio, et cura. » E ne enumera: 20 costruiti per Brescia; per zona bresciana 35; tre per Mantova, e cinque per il suo territorio; 11 per Bergamo, e per il bergamasco sei; 4 nella Valtellina, ed altrettanti in Crema; 3 in Milano, e 10 nel milanese; 1 in Pavia, 1 in Lodi; 2 in Parma; 12 in Cremona, e 5 nel cremonese; 3 in Verona, 1 nel veronese; 1 in Vicenza, 1 in Padova, e 1 in Venezia.
« Et perche questi organi non si possono fare senza l' aiuto de operarij dell' arti mecaniche quasi di tutte, et io non intendo mai di usurpar quel che non è mio, intendendo anco che molti di questi manuali che m' hanno seruito à cuscire le vachette ò curami de' mantici, che dicono esser stati loro delli Organi gli fabbricatori; è vero; ma facciamo un poco questo giudicio, se quelli ch' hanno nostre opere ne dimanderebbono conto à noi e sodisfattione, ò à manuali; di ciò lascio ad ogn' vno il giudicio. A questo proposito hora mi souuiene vna ridiculosa burla che fu fatta alla felice memoria di mio Auo, che sonando l' Organo, essendo in quei tempi non solo riputato, ma veramente era valente huomo, et hora non già mai à bastanza lodato, anzi per le sue qualità, et eccellentia in tal arte, perche era anco per le sue rare qualità fatto degno di titolo di Cavagliere, era nominato il Cavaglier dall' Organo; come parimente è nominato nella Città di Ferrara vno il Cavaglier dal Cornetto, per l' eccellenza sua in tale professione; si che per non tralasciar in silenzio quella ridiculosa burla fatta al mio Auo di buona memoria; vn pouero huomo (sonando egli l' Organo) alzava gli mantici, e mosso da invidia o d' ambitione, nel suonar che faceva egli l' Organo, cessò di alzare gli mantici, et mancogli il fiato, et se gli affacciò ridendogli in faccia, dicendogli: hor suonate, suonate, ecc. »
Così comincia il: « Dialogo. Padre, et Figlio. Per non passar in quest' estiui caldi il tempo al tutto in ozio, e fuggir il sonno tanto nocivo à corpi humani, m' è souuenuto Gio. Francesco figliuolo mio, non sij al tutto fuor di proposito andiamo trattenendo quest' hore più noiose in qualch' honesti, et virtuosi raggionamenti intorno all'arte Organica, arte come tu sai liberale, nobilissima, et antichissima; la quale per esser già tant' anni stata nostra propria professione à me pare (e sia senza arroganza et ambitione alcuna) si possa homai addimandar l'Arte Antegnata ... Hai da sapere figliuolo carissimo che nelli anni 1486 (che più nelle scritture nostre non habbiamo memoria più anticha della casa Antegnata di alcuno ch' attendesse a questa professione) fu vn M. Bartholomeo figliuolo dell'Eccellentistissimo M. Giovanni Antegnati Dottore di Collegio di questa Mag. Città, il quale tanto si compiacque in questa nobilissima, et non mai à pieno lodata arte del suonare e fabricar Organi, che lasciati tutti gli altri studi adietro, in questa sola s' impiegò, e vi fece pronto tale, che ben si può chiaro comprendere dall' opere che, come si dice, lodano il maestro, furono fatte e da lui stesso fabricate ne principali luoghi d'Italia, oue sino a' tempi nostri se ne serba ancora memoria e nel Duomo di Como, ch' al presente si suona, et ho trouato nelle scritture nostre, ch' egli fece quelli del Duomo di Milano, di Cremona, Mantova, Bergamo, Brescia, doue sino dalli anni sudetti fù anco Organista, auanti vi fosse M. Gio. Fiamengo, à cui successe puoi M. Vincenzo Parabosco Piacentino, e dietro à lui il Sig. Claudio Merullo da Coreggio huomo tanto famoso, puoi M. Florentio Maschera alieuo di lui, e mio precessore, da cui si può dire ch' egli hereditasse insieme con l' arte la dolcezza del suonare, huomini tutti, come sa il mondo, Eccellentissimi, e che nella professione hebbero puochi pari. »
«Avvertimenti agli Organisti, e Regola dell' accordar gli Organi, che serue anco per accordar i Cauacembali, Arpicordi, Manacordi, et simili di tastadura»
«Modo di registrar li Organi cioè di componere li registri: e quivi a car. 9 parlando di certi organi da lui detti stravaganti per l' inusitata disposizione de' Registri, così lasciò scritto: Vi è anco quello di S. Marco di Milano rimodernato da me, come tu sai, con li registri spezzati così ciouè ... (Figlio) Paiono questi almeno quatordici registri; et perche farlo in questo modo ? (Padre) Lo fece così richiesto da quei Reuerendi Padri, anco del suo Organista il Signor Ruggier Troffei, et il Signor Ottauio Bariola, ecc. »